✑Beatrix Potter: la Signora dei coniglietti

Grazie a Dio io possiedo il terzo occhio, intendo dire che è come se mi trovassi nel letto e potessi camminare passo dopo passo sulle colline rocciose e terre irregolari vedendo ogni pietra e fiore dove le mie vecchie gambe non mi porterebbero più.

~Beatrix Potter

~Beatrix Potter a spasso per Hill Top~

 

fancy letter b

 

eatrix aveva l’abitudine di disegnare dal vivo, così diceva di se stessa: “Non sono capace di inventare. So solo copiare”. Copiare o ricordare, quello che vedeva oltre il velo in quella terra magica casa di draghi, fate e fantasmi che divenne la sua Cumbria? Crebbe affidata a nutrici che, come fa notare Sir Walter Scott*, dal grembiule sanno tirar fuori fragranti biscotti e affascinanti storie di fate ed elfi, perciò non poteva che scegliersi magici compagni di giochi. Lei stessa, disse:

“Ricordo come da bambina giocassi con le fate e quanto credessi che fossero vere. Quale paradiso può essere più reale del mantenere il mondo immaginario della fanciullezza, mitigato e bilanciato dalla conoscenza e dal buon senso?” 

~dal film “Miss Potter”~

Il suo paradiso  in età matura si traduce in un quieto equilibrio e in una serena coincidenza del suo personale mondo immaginario e di quella che le persone ordinarie definiscono realtà.

Ordinaria, Beatrix Potter, non lo era affatto e in un’epoca come quella vittoriana, in cui l’omologazione e la spersonalizzazione assurgevano a canoni di perfezione, lei dimostrò un coraggio non comune che la portò a fare scelte non facili.

Nata in una famiglia agiata, da un padre affettuoso che viveva di rendita e da una madre assente, aveva un fratello, Bertram, al quale era molto affezionata e, che per molto tempo, fu il suo unico compagno di giochi insieme ai suoi animaletti domestici che abitualmente amava ritrarre. Quando il fratello venne mandato a scuola, lei seguì il destino di molte fanciulle dell’epoca e venne affidata a delle istitutrici, cosa che non parve pesarle particolarmente. La sua immaginazione, di fatto, non ebbe così a risentire delle pessime influenze della castrante scuola vittoriana. Una Beatrix matura, tempo dopo, dirà non senza un certo orgoglio e tirando un sospiro di sollievo:

Grazie al cielo, non sono mai stata mandata a scuola:

mi avrebbe strappato via parecchia originalità.

L’occupazione della pittura non le fu mai negata, essendo ritenuta particolarmente adatta agli angeli del focolare così ebbe agio di  esercitarsi per anni nella pittura dal vivo di piante e animali servendosi di varie tecniche quali acquerello, tempere, olio e china. Grande osservatrice, con una sensibilità e una viva curiosità per il mondo naturale, era solita svolgere ricerche solitarie in campi attinenti come geologia, entomologia e micologia che con ogni probabilità contribuirono alla sua educazione molto più di quanto avrebbe potuto fare qualsiasi insegnante e al punto di farle guadagnare la fama di esperta micologa. Fama che, tuttavia, non le consentì di vedere riconosciuto dalla Linnean Society di Londra il suo importante contributo per la riclassificazione di alcuni funghi in quanto frutto della ricerca di una donna né le permise di accedere come studentessa al  Royal Botanical Garden di Kew.

~Tavole botaniche~
~Tavole botaniche~

E’ una Beatrix meno conosciuta quella della dissertazione scientifica “On Germination of the Spores of Agaricineae”, descrizione dettagliata della germinazione delle spore da lei osservate, accompagnata da ben 270 tavole di disegni ad acquerello raffiguranti circa 40 specie di funghi da lei direttamente osservati. E’ una Beatrix che mostra il suo forte bisogno di indipendenza che prender forma prima nell’illustrazione di cartoline natalizie, per guadagnare qualche soldo e emanciparsi dalla morsa della famiglia e poi, incoraggiata dal fratello, nella ricerca di un editore.

~Cartoline natalizie~
~Cartoline natalizie~

Il suo primo libro, The Tale of Peter Rabbit, fu pubblicato da Frederick Warne & Co. nel 1902 a sue spese e al costo di uno scellino.

Il coniglietto Peter nasce nel 1893, quasi involontariamente, quando Beatrix non sapendo che scrivere in una lettera indirizzata al bambino ammalato della sua esordiva:

“ Caro Noel, poiché non saprei che cosa scriverti, ti racconterò la storia di quattro coniglietti.”

~Lettere a Noel~
~Lettere a Noel~

Diversi anni più tardi, Beatrix  sviluppò il tema contenuto nella lettera creando una storia per bambini con illustrazioni in bianco e nero. Molte case editrici rifiutarono il suo manoscritto prima che i fratelli Frederick e Norman Warne accettassero di pubblicarlo a condizione che l’autrice fornisse delle illustrazioni a colori al posto di quelle in bianco e nero. Chissà che faccia fecero gli editori che si rifiutarono di pubblicarlo quando, dopo un solo anno dalla pubblicazione, The Tale of Peter Rabbit raggiunse le 28.000 copie vendute!

~Prima Edizione di "The Tale of Peter Rabbit" a colori~
~Prima Edizione di “The Tale of Peter Rabbit” a colori~

Le storie di Beatrix coniugano la tradizione favolistica più classica con una capacità di sintesi, inconsueta per la verbosa epoca vittoriana. La sua abilità narrativa è tuttavia completamente offuscata dal suo talento pittorico. Le sue storie potrebbero infatti non avvalersi del testo narrato e vivrebbero comunque di vita propria. E’ nel colore più che nella parola, la magia di Beatrix. 

D’altro canto la nostra diceva che, scrivendo e disegnando più si semplifica, più diminuisce la possibilità di commettere errori. Lezione, questa, applicabilissima alla vita. Più si conduce una vita semplice, più la vita diventa semplice come sottolinea la stessa Beatrix quando dice

La pompa, la potenza e la gloria del mondo chiamano vanamente;

perché dovrei inseguire tali vanità mentre la pace e la serenità benedicono il mio piccolo cottage,

e scaldano il mio cuore con i tesori della casa?

 

~ Beatrix paesaggista ~
~ Beatrix paesaggista ~

Il suo incantesimo è fatto di luoghi amati e familiari, abitudini casalinghe come il giardinaggio e sapori tradizionali. Gustosi, però, come il suo gingerbread o il tacchino arrosto, le cui ricette si trovano nel suo personale recipe book, scritto di proprio pugno (come nella tradizione dei migliori quaderni di ricette!) ritrovato e battuto all’asta nel settembre del 2012. Semplici i sapori, semplici le ricette. Visto che siamo vicini alla vigilia di Natale, vi lascio la ricetta di Beatrix del gingerbread come si legge da una delle pagine ritrovate in rete. Badate il gingerbread qui inteso è una torta dolce, per i biscotti di zenzero vi rimando oltre.

 

⌘INGREDIENTI⌘

✓1.500 kg di farina di frumento

✓1.500 lt di melassa (la ricetta è tra le note*)

✓340 gr di zucchero

✓340 gr di burro

✓57 gr di zenzero macinato

✓28 gr di “pimento” (Pepe della Giamaica) pestato

✓473 ml di birra

Aggiungere 2/3 di birra agli altri ingredienti e impastare bene,  poi sciogliere 28 gr di soda (bicarbonato) nel resto della birra e aggiungerla poco prima di infornare. Richiede un forno a bassa temperatura  (150°) (lasciare sciogliere gli ingredienti accanto al fuoco per un’ora o due, eccetto che per la farina e la soda)

La ricetta originale  è di duecento anni fa;  se non avete un caminetto andrà bene anche il forno, il fornello o il termosifone (sconsiglio il microonde).

Il mio gingerbread è in forno, la teiera è sul fornello, i gatti sonnecchiano e il mio blocco dei disegni attende che io vi scarabocchi un coniglietto!

~NOTE:

*Ricetta della Melassa per 160 gr di sciroppo:

✓370 gr di zucchero da canna scuro

✓5 cucchiai di acqua fredda

✓100 gr di acqua bollente

Mettete lo zucchero e i 5 cucchiai di acqua fredda in un pentolino con fondo antiaderente.  Fate sciogliere  mescolando di continuo. Attente a non farlo bruciare, altrimenti lo sciroppo avrà un sapore amarognolo: quindi mescolate!, mescolate! mescolate! Quando lo zucchero assume una consistenza sabbiosa e presenta grumi, continuate a cuocere a fiamma bassa e mescolate finché lo zucchero non torna liquido. Togliete il pentolino dal fuoco e versate  metà dell’acqua bollente. Mescolate e rimettete sul fornello. Continuate ad aggiungere l’acqua bollente e a mescolare. Fate cuocere ancora per circa 1 minuto.  Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Se a raffreddamento ultimato risultasse troppo denso, aggiungete un pochino d’acqua calda.

Si conserva per lungo tempo in un barattolo di vetro ben chiuso. Se lo conservate in frigorifero quando lo userete vi toccherà farlo sciogliere in microonde (un minuto/un minuto e mezzo) o a bagnomaria.

 

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~ Ricettario ~

 

~LINK e CREDITS:

~Su Beatrix Potter~

♦ The Beatrix Potter Society

♦ Peter Rabbit

Visit Cumbria

National Trust

Women Children’s Book Illustrators

~Sulla ricetta del gingerbread~

Antiquarian Booksellers’ Association of America 

Daily Mail 

Riscontro in italiano: articolo di Federica Galetto su WSF

La ricetta della mostarda è di Dolcissimamente Zuccherosa (l’ho provata ed è facile e buona!)

Tutti i testi e le immagini sono di © Tatiana Martino, salvo dove indicato diversamente. L’articolo originale è stato pubblicato in data 21 gennaio 2015 su “Forgotten Spells”, il mio disattivato blog personale. Tutti gli stralci di traduzione sono miei.

Permissions beyond the scope of this license may be available at tatianamartino@email.it

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